Una delle critiche che vengono spesso mosse in Italia al mondo dei musei è che promuovono un'idea del sapere assolutamente passiva e tremendamente noiosa. C'è della roba, che è Cultura o Sapere, tu devi fissarla e così ti acculturi.
Oggi ho avuto modo di (non) toccare con mano il problema.
Bologna.
Alla Pinacoteca c'è una mostra dedicata a un pittore del sedicesimo secolo, Amico Aspertini che non avevo mai sentito nominare. Ho due biglietti omaggio. Facciamo due passi e andiamo a vedere (anzi, prima c'è il simpatico gioco "naviga nel sito della Pinacoteca e cerca di capire se è aperta la domenica". Fatelo anche voi perché è divertente: informazioni basilari come "dove si trova" e "quando è aperta" sono a due click dalla homepage, nella quale per altro c'è un link morto a un'immagine). Dico subito che la mostra è interessante, ci sono anche un paio di Dürer e un Raffaello. E una sezione dedicata a manoscritti e libri a stampa, perché Aspertini lavorò anche come miniatore e incisore.
Sotto vetro, c'è il Libro d'ore di Bonaparte Ghislieri, un manoscritto piuttosto prezioso, in prestito dalla British Library, aperti su due fogli miniati proprio da Aspertini. Dall'altra parte della teca, bloccato su un leggio, c'è la sua riproduzione in facsimile.
Mi sono un po' stupito, trovando un facsimile in una mostra, perché era un'idea così poco italiana. Da una parte hai un pezzo unico, che per ovvie ragioni non può che essere esposto in forma statica. Dall'altra, ne hai una riproduzione, molto fedele, che pur avendo un certo costo costa come una frazione minima di quanto potrebbe valere l'originale. E che può essere sfogliata dai visitatori con un certo profitto, permettendo la visione non solo di quelle due (belle) pagine che si possono vedere nella teca.
Bene. Siamo lì che sfogliamo, quando si avvicina una signora di una certa età. "Non si potrebbe fare, eh!" dice. Io la guardo, sorrido cordiale e dico "No, guardi signora, l'hanno messo apposta". Credevo ancora fosse una visitatrice. Poi vedo il cartoncino (scritto a penna) "Auser" sulla giacca e capisco che deve essere una volontaria che fa servizio di "sicurezza". "Ma lei lo sa cosa è quello?" mi chiede.
"Certo signora, è un facsimile, è una riproduzione del libro che...".
"Ma lei lo sa quanto costa?" (inizio a intuire che finirà malissimo)
"Sì, signora, lo so bene"
"Ecco, e allora... io gielo lascio sfogliare un po', e non si dovrebbe, ma..."
"Signora, guardi che è qui apposta, altrimenti sarebbe..."
"No, ma lo sa lei questo quanto costa?"
"Guardi, ora non ricordo bene, ma quello che viene meno sono seimila euro..."
"Di più! Di più! Questa è roba da caveau!"
"..."
"Da caveau!"
Mi sono arreso e ce ne siamo andati, che litigare con le vecchine alle mostre non è la mia idea di una domenica pomeriggio divertente.
Però, che rabbia.
Una volta tanto che qualcuno ha un'idea interessante e un minimo stimolante, zac! "Guardare e non toccare è cosa da imparare".
Come direbbe, a ragione, il buon Stanis La Rochelle, è tutto così italiano.



