Non ho il tempo per fare un post organizzato logicamente sulla faccenda del Papa e della Sapienza (detta così, pare un'operetta morale di Leopardi). Butto lì una serie di idee e concetti. Poi ognuno se li organizzi come vuole.
* La libertà di parola del Papa non è in discussione né tantomeno in pericolo. Non ci va di persona, ma manda il suo intervento che, si presuppone, verrà letto da qualcuno.
* L'Università è tutto fuorché un'istituzione perfetta, sia dal punto di vista organizzativo che del rigore scientifico, purtroppo. D'altro canto, un minimo di criterio di vuole. Non si può cercare di dialogare con uno che pretende di avere ragione a priori, per il solo fatto di essere Papa. Non siamo tutti cattolici e penso che nemmeno tra i cattolici l'autorità papale venga vista come assoluta (sto parlando di credenti veri, non di quelle caricature che infestano giornali, talkshow e tg).
* Certo, come ricordava ieri sera Buttiglione, in Germania sono stati lieti di invitare Ratzinger all'università. Ma l'hanno messo a dibattere con Habermas (che non è un Buttiglione qualunuqe). E comunque non era Papa. E comunque non era un'inaugurazione di un anno accademico.
* Che poi, invitare il Papa all'inaugurazione dell'anno accademico è una boiata che non sta né in cielo né in terra. Si tratta di una mossa mediatica che fa bene a entrambe le parti (come la laurea in Scienze della Comunicazione a Valentino Rossi, per dire. Se proprio devi, dagliela in Ingegneria, no?) ma che non ha alcun senso.
* Tutto questo va al di là del discorso "che ha detto il Papa su Galileo". E' una questione di principio. E il principio è che in un'istituzione che vuole essere pluralista uno che si esprime per assoluti può essere al massimo studiato, non trattato come soggetto di dialogo. Perché non ci può essere un dialogo, ma solo un monologo.
* Le immagini di quell'auletta con un gruppo di tizi che esultano alla notizia della rinuncia del Papa sono quanto di più triste abbia mai visto in vita mia. Ma l'idea della "frocessione" mi piace da morire. O comunque la parola.
* All'estero, della cosa paiono sbattersi le palle. O almeno le edizioni on-line di Times e Independent non dicono nulla. Magari qualche giornale locale della Vandea sì. Ah, e poi il Vaticano, certo.
* Alla fine, il tutto sta diventando molto simile al discorso sulla moratoria sull'aborto di Giuliano Ferrara: c'è una proposta apparentemente "morbida" alla quale fa seguito un'incazzatura che può essere poi fatta passare per eccessiva e usata per giustificare un innalzamento ulteriore dei toni e della posta in gioco.
* Pessimismo e fastidio.
a.
ps: probabilmente, tra un po' uscirà un post di Leonardo in cui ci sarà scritto tutto quello che avrei voluto dire sull'argomento, ma infinitamente meglio di come io saprò mai dirlo. As usual.



