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Nipresa random




Breve storia dell’omicidio.
venerdì, 02 novembre 2007



Mentre l’Italia dibatte sull’espulsione di qualsiasi straniero dai Sacri Confini Patrii, qui a
Buoni Presagi siamo in grado di anticipare i risultati dello studio commissionato dal Ministro dei Beni Culturali Francesco RutelROFTL (volevo dire RutellROTFL... no, scusate, proprio non riesco a dirlo senza ridere) a un’equipe di esperti sulla pericolosità del popolo rumeno.
Quella che segue è la relazione dello stimato professor Ignazio Intolleranzio, docente di Teorie e tecniche dello Stordimento di massa alla prestigiosa università di Vergate sul Membro.



Come le ultime ricerche dimostrano, non ci sono più dubbi sul fatto che l’omicidio sia stato inventato in Romania nel Precambriano Inferiore.
Prima di allora, il massimo grado di ostilità di un essere umano nei confronti di un altro consisteva nello strappargli a tradimento i peli delle ascelle. O, in caso di individui particolarmente crudeli, nel convincere la suocera del rivale che questi era assai contento di ospitarla per un intero mese.
Non conosciamo, purtroppo, i nomi di benefattori del genere umano quali l’inventore del fuoco, l’inventore della ruota o quello del tapparsi le orecchie con le dita. Conosciamo invece il nome dell’inventore dell’omicidio: si tratterebbe, ormai noi antropologi ne siamo certi, di tale Mirceu Cosescu, vissuto nell’area su cui sorge l’odierna Bucarest.
Il Cosescu, uomo di indole crudele e sanguinaria, non era affatto soddisfatto dei mezzi a disposizione della sua epoca per rivalersi sui propri rivali. Strappare peli delle ascelle non solo era banale, ma gli faceva ancora schifo (l’inventore del deodorante era già nato, ma viveva a 500 miglia da lì e non poteva spostarsi perché era poligamo e i suoi nemici facevano in modo che avesse sempre almeno una suocera in casa). E molti dei suoi nemici non erano sposati.
Così, spinto dalla sua irrefrenabile, genetica, malvagità, cercò nuovi modi per rivalersi sui suoi avversari.
Gli inizi furono stentati: dagli scheletri rinvenuti negli scavi della zona sappiamo che cercò dapprima di legare loro anguille al collo. Purtroppo, nella zona vivevano diversi immigrati dalla zona di Comacchio e le anguille finirono in carpione.
Quindi, prese ad appostarsi dietro a un muro per fare lo sgambetto a chi passava di lì. Purtroppo, allora l’unico muro esistente era quello che lui aveva costruito allo scopo e nessuno, non capendo a che potesse servire, vi si avvicinava.
Fu probabilmente in quei giorni passati da solo, sotto la canicola, che il suo pensare fece un salto di qualità. Dopo quell’episodio, si ritrovano infatti scheletri umani che recano evidenti segni di lesioni dovuti a potentissimi colpi al collo e alla fronte. Dopo anni di ricerche, le pitture rupestri rinenute nel cortile di un asilo di Timisoara hanno permesso di identificare un rituale di negromanzia nel quale il Cosescu (che aveva studiato le arti magiche presso uno stregone della Dacia, come documentano le ricevute delle rate da lui versate nel corso degli anni, sempre in ritardo) colpiva i malcapitati nei punti indicati, recitando poi la formula “coppino, frontino, se ti muovi sei un cretino”. L’idea era quella di fare leva sul desiderio di accettazione sociale altrui per portarlo alla morte per fame. Le sue vittime, però, poco si curavano dell’opinione che Cosescu poteva avere di loro e reagivano immancabilmente strappandogli un ciuffo di peli dalle ascelle. Ma lui non demordeva e alla fine qualcuno gli fece arrivare a casa la suocera.
E qui siamo alla svolta.
Il Cosescu odiava con tutto il suo cuore la donna. Non poteva strapparle i peli delle ascelle perché, essendo la moglie dell’inventore del Gilette pour elle, se le depilava. E non poteva invitarle a casa la suocera perché costei era stata l’inventrice della morte per incidente domestico (era caduta nella tigre dai denti a sciabola che teneva sotto il lavandino come tritarifiuti).
Nei centoventi giorni in cui la donna rimase a casa sua (centoventi perché all’epoca il calendario non era ancora stato perfezionato ed esistevano solo quattro mesi che portavano nomi dall’etimologia oscura: Genfebmar, Aprmaggiu, Lugagoset, Ottnovdec) il Cosescu ebbe tutto il tempo necessario a dare forma alle sue idee.
Provò dapprima a fissarla auspicando che le scoppiasse la testa.
Poi capì che una qualche fisicità era necessaria. Osseravando i rami del grosso abete che si ergeva sul prato del giardino sentì di essere arrivato alla soluzione. Invece, fustigare la donna con dei fili d’erba non servì a nulla.
Il passo successivo fu allora quello di avvelenarla. Ma a quanto pare la suocera era immune al cibo che lei stessa preparava.
Non andò bene nemmeno con il fuoco: il Cosescu non riuscì a comprendere che il corpo da infiammare doveva essere quello della vittima e non il proprio.
Tutti questi fallimenti lo fecero così cadere in uno stato di grande sconforto.
Camminando per il centro del villaggio, i suoi concittadini lo indicavano con scherno. Lui non aveva nemmeno la forza di strappare loro i peli delle ascelle e se ne stava lì a testa bassa.
Si chiuse allora nel suo studio per un tempo lunghissimo, nel quale elaborò un piano talmente perfetto che non sarebbe mai potuto fallire. Comprendeva un branco di castori, melassa, cherosene, due datteri, il succo di un limone fresco, latte di cammella, sabbia, uvetta, una ciotola di gulash, chiodi, abbondante colla vinilica e una mentina. Quando ebbe radunato tutto il necessario nel suo studio, se ne andò finalmente a letto. Il giorno dopo avrebbe assaporato il suo trionfo e voleva essere riposato per meglio gustarlo.
Ma quando il Cosescu si svegliò il suo studio era vuoto. O meglio: il suo materiale era sparito. C’era in compenso la suocera, che stava finendo di pulire.
Intuendo che cosa fosse successo, il Cosescu sentì crescere dentro di sé una rabbia infinita, che nessun ciuffo di peli d’ascella avrebbe mai potuto placare.
E così, come spesso accade, anche questa scoperta umana fu per lo più causale: Cosescu balzò addosso alla donna, la colpì al viso con diversi pugni e la finì strangolandola.
L’omicidio era stato finalmente scoperto e per la specie umana iniziava una nuova era.
Nei giorni seguenti, Cosescu perfezionò la sua scoperta, inventando l’omicidio con stupro (ai danni della moglie, che aveva scoperto tutto e minacciava di inventare la polizia per poterlo denunciare), l’omicidio a scopo di rapina (la cui vittima fu l’inventore del denaro) e quello colposo (ottenuto gettando via quell’inutile sacco pieno di dischi di metallo e colpendo per caso un passante).
Per diverso tempo, il Cosescu possedette il brevetto sull’omicidio e custodì gelosamente il segreto. Ma morendo senza eredi, fu l’allora governo rumeno a rilevarne i diritti. Con un gesto a sorpresa, però, rese questi di proprietà del popolo rumeno tutto, che poté così impratichirsi delle tecniche con largo anticipo rispetto agli altri popoli.
Fu infatti solo dopo diversi secoli che l’uomo di Neanderthal si impadronì con l’inganno delle tecniche di omicidio e le usò per uccidere Neanderthal stesso, dopo essersi reso conto che non avrebbe mai lasciato la moglie per vivere con lui.
Da allora, l’omicidio si è diffuso per tutto il mondo, con grande scorno del governo rumeno, che ha per secoli cercato, invano, di ottenere il pagamento dei diritti d’autore.
Fu solo Ceausescu, una volta giunto al potere, a convincere i paesi comunisti aderenti al Patto di Varsavia a riconoscere a lui, in quanto rappresentante del popolo rumeno, una piccola cifra per ogni uccisione da questi commessa, diventando in breve tempo ricchissimo.
Dopo la sua morte, e con la dissoluzione del blocco comunista, a nulla è valso il tentativo rumeno di far valere i propri diritti in sede internazionale: essendo trascorsi ben più di settant’anni dalla morte di Cosescu, le sue creazioni sono di dominio pubblico.
Questa soluzione non è ovviamente andata a genio ai rumeni, che oggi uccidono gli stranieri non a scopo di rapina bensì per ottenere quello che loro ritengono un giusto riconoscimento del loro genio nazionale.

Sotto la spinta della componente teo-con della maggioranza, RutellROTFL ha interpellato anche una commissione di teologi vaticani, che dopo avere consultato diverse redazioni della Bibbia è giunta alla seguente conclusione:

Caino era indiscutibilmente rumeno.

Soddisfazione è stata espressa negli ambienti governativi per i risultati di queste due indagini, che riescono a conciliare fede e scienza.
“Che uno creda nella Bibbia o no, ha detto Prodi, la sostanza è una sola. Del resto, che cosa possiamo aspettarci da un popolo che ha come eroe nazionale un tizio che il mondo conosce con il soprannome de ‘l’impalatore’?”
(A questo proposito, le talpe di
Buoni Presagi al comune di Bologna riferiscono che Cofferati starebbe studiando un’apposita ordinanza contro il crescente problema degli impalatori ai semafori)

commenti (37)


Commenti
#1    03 Novembre 2007 - 00:34
 
15 minuti di applausi :)

Cmq beato te che riesci a ironizzarci sopra. Io oggi ero incazzato come non mi capitava da anni...


d.
utente anonimo

#2    03 Novembre 2007 - 11:30
 
grande.
ma proprio GRANDE.
mara
utente anonimo

#3    03 Novembre 2007 - 14:59
 
In non farei tanta ironia, certi fatti non andrebbero presi alla leggera.

Una volta un caso, la seconda una coincidenza, ma quando il numero aumenta c'è un problema che non va preso sottogamba.

http://documentidossier.splinder.com/post/14544335/I+crimini+commessi+dai+romeni+
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#4    03 Novembre 2007 - 16:41
 
Giba: Già... Pensa che in Romania nessuno dice di essere lattaio, o imprenditore, si vergognano troppo...

Di solito dicono Ciao, sono Mihai, stupro vecchiette al mercato...

Anni fa si facevano le stesse tabelle coi marocchini. A Genova ci triturano i coglioni col pericolo ecuador.

Intanto la Mafia, la camorra, e il macellaio sotto casa mia, continuano a fare milioni alle spalle della povera gente e con le mani sporche di sangue.
Mentre in Italia il 90% dei crimini viene ancora da quel popolo infame che sono gli ITALIANI.

Ecco, Fosse per me, sono gli italiani che ammazzerei (quasi) tutti....
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#5    03 Novembre 2007 - 18:51
 
dario: l'alternativa era un post composto di sole bestemmie. Meglio questo ;-)

mara: grazie!

giba: in parte ti ha già risposto torgul, quindo non so bene che cosa aggiungere, anche rispetto alla discussione che abbiamo già fatto nel post sulla morte della ragazza in metropolitana. A me la reazione alla cosa (orribile) che è successa non piace. Non mi piace perché fa passare l'idea che lo straniero sia di per sè pericoloso. una decina d'anni fa si facevano gli stessi discorsi sugli albanesi, qualcuno arrivò a dichiarare che erano "geneticamente malvagi" o roba del genere. Oggi, se vai al mercato a Bologna, il 90% dei banchetti della frutta è di proprietà di immigrati albanesi.
Non posso farci niente. Sarò fazioso, avrò i paraocchi e tutto il resto, ma sono convinto che questa criminalità sia endemica e indipendente da nazionalità e immigrazione. E uno stato che, invece di far ragionare i cittadini sulla vera criminalità, soffia sul fuoco, fa schifo.
Sic et simpliciter.

torgul: la mafia è il fiore all'occhiello del made in italy. Mica possiamo darci le zappate sui coglioni...
(paese di mmmerda)
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#6    04 Novembre 2007 - 00:30
 
La risposta di Torgul è molto faziosa: mi pare una cazzata sottolineare il fatto che in Italia la maggior parte dei crimini sia commesso da Italiani.

Non si può rinnegare questo "trend" della criminalità rumena. Già nel rapporto del 2006 del ministero degli Interni riguardo la criminalità veniva segnalato un aumento preoccupante dei reati compiuti da cittadini rumeni. Erano i primi degli stranieri per numero di omicidi, e a livello totale il 5,4% dei reati era compiuto da rumeni.

Fai conto, una comunità che, a livello nazionale, è pari a meno dell'1%, compie il 5,4% dei reati.
Non mi sembra molto in regola.

E come mai i marocchini, che sono la seconda comunità straniera in Italia, non sono tanto discriminati quanto i rumeni? Forse perché si "limitano" allo spaccio di droga e non agli omicidi?
C'è una connessione tra le cose, non sono da sottovalutare.

Ora c'è un problema con la comunità rumena e la comunità rom (che, è risaputo in tutta Europa, è difficile perché non si vuole integrare), un problema che è dovuto al loro ingresso incontrollato.

La responsabile rumena del Partito degli immigrati ha affermato in un'intervista che, tra la criminalità rumena, l'Italia è vista come una nazione in cui si può agire liberamente perché le pene sono leggere o inesistenti, e questa visione ne ha attirati molti.

Se continuiamo a pensare "bisogna evitare di essere razzisti e discriminarli come abbiamo fatto con gli albanesi" continueremo a negligere e a mancare della severità necessaria per punire chi commette reati.
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#7    04 Novembre 2007 - 10:51
 
Il punto è che noi possiamo colpire chi commette i reati. Punto.
Se la romania è un paese comunitario, lei non può fare nulla per far sì che i suoi cittadini non vengano in italia e noi non possiamo far nulla per farli entrare.
Punire chi commette un delitto è giusto.
Questa stronzata dell'espellere chiunque porti "pericolo sociale" (che cazzo vuol dire?) è una roba fascista.

a.
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#8    04 Novembre 2007 - 12:13
 
volevo dire a GIBA che una cosa è rispondere a chi commette un reato con gli adeguati provvedimenti legali, a prescindere dalla sua comunità d'appartenenza. altra cosa - di estrema gravità - è bollare come 'entità a rischio' un'intera popolazione. i confini del pregiudizio razziale sono purtroppo sempre molto labili, il timore xenofobo si annida ovunque e basta poco a farlo sfociare nei modi più biechi. così come è altrettanto sciocco assumere l'atteggiamento opposto, ovvero farsi difensori a spada tratta di un'intero popolo, solo per presa di posizione generica. si tratta in entrambi i casi di un atteggiamento di stampo 'razzistoide'. l'aggrapparsi ad un mero vessillo, anche se di opposta posizione, è sempre un modo per dare spazio al fanatismo. bisognerebbe essere finalmente in grado di fare un passo oltre, di renderci conto che qualunque essere umano contiene in sé il potenziale per essere una merda o una persona molto, ma molto bella. chi più chi meno.
ciao.
mara
utente anonimo

#9    04 Novembre 2007 - 17:04
 
Giba, avessi potuto leggere i giornali genovesi dei primi anni ottanta avresti conosciuto anche il terribile pericolo marocchino.

A quel tempo a Genova, ma sono sicuro non solo, sembrava che i marocchini venissero solo per stuprare ed accoltellare.

La memoria corta non è una scusante, e l'emergenza rumena è un discorso fascista.

Te lo compito: F A S C I S T A.
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#10    05 Novembre 2007 - 12:52
 
OT. Ora aspetto il tuo commento anche al Decameron di Luttazzi.

Paolo
utente anonimo

#11    05 Novembre 2007 - 13:02
 
Allora Torgul, bravissimo nel compitare parole in grassetto con spazi separati tra le lettere, prova a definire la situazione attuale a proposito della criminalità straniera in Italia e a dare un'idea a proposito della soluzione.

Che ne dici di fare come altri stati europei, che le frontiere le chiudono (la civilissima Francia patria dei diritti umani, la moderna Germania, l'efficace UK), oppure l'opzione "3600 euro o 40 pecore se torni in Romania" (misura francese per invitare i rom a tornare nei rispettivi paesi)?
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#12    05 Novembre 2007 - 16:28
 
giba: Stamattina ho sentito La Torre (pd) dire che la misura francesce non è (traducendo) abbastanza fascista.
Immagino cmq che in tutti quei paesi che citi la criminalità non esista.
Tra l'altro, se consideriamo che gli immigrati clandestini, nelle statistiche, compiono automaticamente un reato in quanto clandestini, ecco che leggere le statistiche e basta falsa la prospettiva. In più "A un 5% di immigrati regolari in Italia è ascrivibile, infatti, un tasso del 5% di criminalità, con un rapporto tra le percentuali pari a quello rilevabile per i reati commessi da cittadini italiani."
(da qui.

Paolo: poi arriva, arriva...
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#13    05 Novembre 2007 - 16:37
 
Giba, l'immigrazione provoca sempre criminalita'. L'ingresso della Romania nell'UE non poteva che portare crimini, ma non perche' si tratta di rumeni. Se la Libia divenisse parte dell'unione nel breve-medio termine vedrai un aumento dei crimini commessi dai libici. E' una cosa ovvia e naturale (del resto chi porto' la mafia negli USA?).

In secondo luogo Francia e Germania col cazzo che chiudono le frontiere, non possono lasciare fuori i cittadini comunitari, e i rumeni lo sono. E' possibile reimpatriare un cittadino comunitario se e solo se la sua presenza provoca problemi di ordine pubblico; cio' chiaramente non previene i crimini, perche' finche' il crimine non e' commesso non c'e' problema.
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#14    05 Novembre 2007 - 18:32
 
scott: dire che uno ha affermanto (traducendo) che una cosa è fascista è di per sé molto ideologico e discrezionale. Mi pare di vedere spesso che per "fascista" venga definita ogni misura di sicurezza adottata dalla polizia che sia più severa del solito. Ora, bisognerebbe fare delle distinzioni... perché sarebbe fascista? perché vengono manganellati? perché tutti i rumeni vengono caricati su dei furgoni e rinchiusi o espatriati? perché si distruggono campi profughi abusivi dopo che gli abitanti li hanno abbandonati?


Speedwagon, la prima cosa che hai detto è ovvia.

invece si che Germania e Francia "chiudono" le frontiere, hanno posto dei blocchi all'ingresso in massa per un periodo di due anni.
utente anonimo

#15    05 Novembre 2007 - 19:12
 
Così ovvia non sembra, dato che "è un problema che non va preso sottogamba" come detto da giba (sei tu anonimo?). E' un problema come gli altri che puo' essere risolto applicando le leggi gia' esistenti.

Per la questione delle frontiere.
Forse non fanno entrare gli extra-comunitari, ma i comunitari devono entrare PER FORZA. E non hanno bisogno di entrare in massa.
L'errore del tuo ragionamento e' considerare alta la delinquenza dei rom: questa in realta' e' marginale. E' piu' alta della media quella dei rumeni (non tutti i rumeni sono rom, anzi...) che, se non sono nomadi, non "entrano in massa".
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#16    05 Novembre 2007 - 19:54
 
Giba
le tue parole sembrano dimostrare una certa ignoranza.
ignoranza sulla cagnara sollevata dal governo italiano, dai mass media e da una gran fetta di popolazione in risposta agli episodi di Roma.
un'altra occasione per reagire con pochezza e miopia, in modo spastico e sconclusionato, a situazioni che dovrebbero invece essere affrontate con intelligenza e civiltà.
e non certo mettendosi a vomitare improperi su un'intera popolazione e avviando l'ennesima, merdosa caccia alle streghe.
pulizie etniche e guerre preventive partono esattamente dalle stesse premesse dei tuoi ragionamenti.
se non vuoi chiamarlo fascista, lo possiamo chiamare razzista.
o anche davvero un po' troppo stupido.
mara
utente anonimo

#17    05 Novembre 2007 - 23:25
 
giba: "fascista" perché il decreto secondo il quale si può espellere una persona in base a criteri altamente aleatori, cioè "comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana ovvero l´incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l´ordinaria convivenza" a me sa tanto di strumento autoritario applicabile con una discrezionalità che mi fa spavento. In pratica, hanno messo su carta che quello che successo ad Ancona nel luglio 2001 (manifestanti greci diretti a Genova scendono dal traghetto, la polizia li riempie di mazzate aggratis e li rispedisce in patria senza alcuna reale motivazione) si può fare. Basta che trovi un "comportamento che compromette la tutela della dignità umana". Uno a caso.
E' una legge da stato di polizia. Che è diventata "urgente" (il criterio per cui i decreti legge vengono approvati) nell'arco di nemmeno 24 ore per un SINGOLO (per quanto ahinoi grave e luttuoso) caso.
E' come se oggi decretassimo che tutti i cecchini dell'esercito vanno spediti a Pianosa. Perchè non si sa mai (no, purtroppo non lo faremo. Quello sarebbe un provvedimento sensato).
E' una porcata indifendibile, che non fa altro che aumentare il clima di paura perché dà ufficialità a un'errata percezione, che è quella di un'emergenza criminalità che non esiste. E nel farlo, ne accolla la responsabilità allo "straniero". Meglio se rumeno.
Non parliamo poi di quella roba del cacciare chi non ha reddito. A parte l'idea, come la applichi?
Metti i carabinieri a fermare per strada chiunque sembri uno straniero? Ma come fanno a distinguere? Mettiamo i segnalatori tipo quelli che si mettono sulle foche per tracciare le rotte migratorie?
Credo che la cosa migliore da fare sia riguardarsi quello splendido saggio sulla costruzione della paura e sui danni che questa porta che è "Bowling for Columbine".

(interessante post + discussione dalla Lipperini)
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#18    06 Novembre 2007 - 20:06
 
Il brano era un po' troppo lungo ma vabbé.
Il senso era chiaro e condivisibile.
Finalmente qualcuno che dice qualcosa di intelligente sulla questione.
Stavo per essere preso dallo sconforto.
ciao
Pablo
utente anonimo

#19    08 Novembre 2007 - 18:10
 
pablo: ti ringrazio. Nel frattempo hanno affrontato l'argomento pure Valerio Evangelisti e Wu Ming (via Lipperatura)
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#20    09 Novembre 2007 - 12:17
 
Siamo andati oltre. Ora siamo all'Apocalisse...

Cià!
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#21    10 Novembre 2007 - 01:46
 
@Speedwagon, ascoltami: Francia e Germania hanno diritto a limitare l’ingresso di cittadini rumeni anche se comunitari. Trattasi di una legge comunitaria inserita in seguito alla famosa direttiva Bolkestein e alla paura dell’ “idraulico polacco”. Per due o tre anni il flusso migratorio dai paesi appena diventati membri può essere limitato: entri se hai già un lavoro oppure sono preferenziate badanti, metalmeccanici o certe categorie di cui il paese ha bisogno.

è una direttiva comunitaria (datata 29 aprile 2004). Dice che, quando gli immigrati comunitari diventano un “carico irragionevole” per il sistema sociale di uno Stato, questi dovrebbero o lavorare o avere le risorse sufficienti o un’assicurazione sanitaria. Gli Stati membri possono anche “restringere la libertà di circolazione e di soggiorno di un cittadino dell’Unione” per delle ragioni “di ordine pubblico, di sicurezza pubblica o di salute pubblica”.

In base a ciò in Francia è stata diffusa una circolare ai prefetti con le modalità d’ammissione e, in caso, di allontamento dei nuovi cittadini europei. Londra ha invece deciso di accogliere ogni anno, fino a nuove decisioni, di accogliere solo 20 mila lavoratori rumeni e/o bulgari per il settore agricolo e per un soggiorno massimo di sei mesi.

@Scott: mi pare che nella foga perdi un concetto. Chi è che viene espulso? Chi è rumeno? Chi è rom? No, chiunque sia un delinquente: anche se cittadino europeo (francese, spagnolo, rumeno o polacco) che commetti un reato, con questa legge puoi essere espulso. Non è una deportazione di massa di rom e/o rumeni. Il fatto che sia arrivata ora è perché c’è stata una serie di eventi (crimini) commessi da cittadini rumeni (ti ho dato il link sopra con alcuni tra i casi salienti), e non dipende quindi dal solo caso di Roma, ma da una sorta di climax.
Ora, se si può fare una critica è questa: è possibile passare a un’espulsione amministrativa senza passare dalla giustizia penale e dare la possibilità al criminale di fare ricorsi.

@Mara: grazie per la certa ignoranza. Mi farebbe piacere tanto sapere da che pulpito parli e se riesci a portare qualche critica un po’ più “critica” e meno vacue, meno aggettivata e retorica, magari più concreta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giba1985

#22    10 Novembre 2007 - 14:45
 
giba: ripeto. Si può venire espulsi anche senza avere commesso un reato. Il che mi pare allucinante.
In più, è proprio l'averlo approvato sulla scia dell'impatto emotiva di quell'evento che lo rende ancora più odioso, perché dà leggitimazione a una paura che, dati alla mano, continua a non avere ragione di esistere.
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#23    11 Novembre 2007 - 13:43
 
Giba
guarda, mi pare che occasioni di approfondimento sulle reazioni (penosissime, non mi stanco di ribadire) di governo, media e opinione pubblica agli episodi di Roma tu ne abbia più che a sufficienza, volendo.
per tastare il polso della situazione, basta fare una semplice rassegna stampa (cosa che è stata comunque ben riassunta dai commenti precedenti, oltre che dal post stesso è evidente).
per approfondimenti meno lobotomici di quelli propinati dalla gran parte dei media, puoi dare un'occhiata qui
http://www.carmillaonline.com/
e anche magari qui
http://www.eurotopics.net/en/presseschau/archiv/archiv_dossier/DOSSIER22081
e poi ti riporto alcune parole di emma bonino, che trovo molto lucide e utili a sintetizzare lo status quo.
"In questo caso, si dice, è stato commesso un reato di quelli che creano allarme sociale. Ma chi suona l'allarme, e perché suona in certi casi e non in altri? Cosa crea l'allarme: l'omicidio, le modalità dello stesso, o il fatto che il sospettato sia rumeno? C'è o non c'è qualcosa che non va, se il massacro di un'intera famiglia ad Erba crea allarme soprattutto a "Porta a Porta"; e un delitto altrettanto efferato - ma perpetrato da un immigrato rumeno - manda l'intero Paese in tilt?
Parlo di dibattito serio, di principi. Non della cagnara inaccettabile che si leva oramai dall'opposizione qualsiasi cosa avvenga. Con l'esibizione in questo caso di uno stupidario che va dal coro ormai canonico su "Sono divisi su tutto e devono dimettersi"; all'avvento annunciato di implacabili Ronde Padane, scortate anche dall'Arcangelo Gabriele; alla ispezione dei luoghi del delitto da parte di un truce plotone in impermeabile, dall'aria grave e scontata.
Non è questo il dibattito che mi interessa. Mi tocca, sul piano della coscienza, la preoccupazione che faremmo meglio a non solleticare gli istinti xenofobi che covano in fondo in ognuno di noi; e che si esasperano quando la situazione economica si fa più difficile; o l'emarginazione e la povertà diventano fonti di tensione e di violenza. Governare, vuol dire anche tenere la barra dritta quando il mare è in tempesta. Non mi piace, oggi, il clima surriscaldato in cui si invocano pene, manette, espulsioni e vigilantes ad ogni pié sospinto.
Non sono stata una settimana a battermi contro la pena di morte a New York, per sentirmi dire, chissà a seguito di una buffonata allegramente pubblicizzata come le "Primarie per la Sicurezza" che proprio gli italiani auspicherebbero il ritorno della pena capitale, magari solo per gli immigrati! Ma, è bene saperlo, è un rischio che corriamo se chiediamo alla piazza di legiferare.
E non ho militato tutta la vita in un Partito che ha sempre rivendicato la tutela di tutte le Diversità - sociali, etniche, sessuali, religiose, economiche - per cominciare ora a mettere all'indice, e a bollare come socialmente pericolose queste categorie di "diversi" che vengono dalla "serie B" dell'economia europea. Quando si comincia ad appioppare etichette criminogene alla diversità, la lista in genere diventa lunga, e la strada pure."
mara

utente anonimo

#24    11 Novembre 2007 - 18:39
 
Ok, grazie per la citazione della Bonino che, in sostanza, dice una cosa giusta, ovvero che lo Stato non deve derapare così.

Avevo già letto gli articoli di WM su Carmilla. Li ho riletti ora.
Sono perfettamente d'accordo che, se la Romania è nell'Ue è per fare piacere agli imprenditori italiani e che molti italiani tristi sono ben felici di andare a mignotte in Romania senza bisogno di passaporto. Sono d'accordo che c'è il rischio di aumentare il razzismo e del fatto che Veltroni è responsabile di tale situazione e si è comportato in maniera incoerente e deludente etc etc.
Tuttavia c'è anche una parte che non mi convince: il fatto che una donna sia violentata da marito o dal compagno non vuol dire che siano solo ed esclusivamente italiani. Che solo il 3,5% degli stupri sia fatto da "estranei" non è uguale a "solo il 3,5% degli stupri è fatto da stranieri"). Non mi dilungo, quello che scrivono è chiaro e su questo costruiscono un'analisi sbagliata.
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#25    11 Novembre 2007 - 18:48
 
c'è un commento interessante di Wu Ming 1 sul blog della Lipperini:

Il 15% degli stranieri arrestati per omicidio è composto da romeni, va bene, ma il 15% di cosa?

Il 15% di 74.
Di 74 omicidi commessi da stranieri in Italia nell’anno 2006.

Ergo: una decina di romeni arrestati per omicidio.

Su circa un milione di romeni presenti in Italia.

Cioè *un romeno su centomila* è arrestato per omicidio.

Un numero irrisorio, a dir poco ridicolo.

Stessa situazione per gli stupri: i romeni sono il 16% di 62 arrestati stranieri per stupro.

Cioè, anche in questo caso, una decina di stupratori.

In un paese dove si commettono sette stupri al giorno, quasi tutti commessi da italiani in famiglia.

Su queste cifre irrisorie si basa la falsità che porta al pogrom. Su questa non-emergenza è scattata l’isteria di un’intera nazione.


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#26    11 Novembre 2007 - 22:20
 
Ma che dati hanno dell'immigrazione?
-I Romeni in Italia-
Secondo l'ultimo rapporto sull'immigrazione (quello Caritas) nel 2006 i rumeni in Italia sono 556 mila su un totale di 3,69 milioni di stranieri. Sono pari al 15,1% della popolazione straniera in Italia.

Secondo i dati Istat usciti qualche settimana prima sono 2.938.922, di cui 342 mila sono rumeni. (sarebbero l’11,6% degli stranieri e lo 0.6% dei residenti in Italia). Tra il 2005 e il 2006 il loro numero è raddoppiato. Immaginiamo dopo l’apertura delle frontiere.

Questi rumeni sarebbero quelli regolari. Gli irregolari, appunto perché sono irregolari, non ci è dato sapere quanti siano.

-Omicidi-
Dal rapporto 2006 sulla Criminalità in Italia: «La quota di stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la gran parte dei reati è decisamente più alta rispetto all’incidenza della popolazione straniera nel nostro Paese (bisogna tener presente che in questa seconda quota mancano gli irregolari: questo sbilancia ulteriormente il confronto, ma non ne modifica il senso)».

Leggendo i dati dei WM si vede che gli omicidi commessi da stranieri sono 74, mentre sono, secondo i dati del Viminale, il 32% di 442 (141, quindi). 74 è la percentuale degli irregolari su tutti gli stranieri che hanno commesso un omicidio.

I rumeni sono i primi per gli omicidi volontari consumati.
Hanno fatto il 15,4% degli omicidi commessi da stranieri (in regola con la percentuale della comunità rumena tra gli immigrati in Italia), e il 5,3% sul totale dei denunciati per omicidio, italiani o stranieri che siano (e qui c’è una sproporzione, in quanto i rumeni sono meno dell’1% della popolazione italiana). Se inoltre
Ora, il 15,4% di 141 è 22. Ciò fa 4 assassini su 100.000 rumeni in Italia (considerando il dato più alto relativo alla popolazione rumena. Se utilizzassi il più basso la proporzione aumenterebbe). È il quadruplo di quanto dicono i WM.

-Sugli stupri-
La stessa cosa vale per gli stupri. 62 è la percentuale degli stupri commessi da irregolari sul totale di tutti gli immigrati (regolari + irregolari). Non è il numero di stupri commessi dagli stranieri.
Su 1,15 milioni di violenze sessuali nel 2006, il 39% è commesso da stranieri, il 6,2% è commesso da rumeni (% sul totale degli immigrati, 16,2%). Il 6,2% di 1,15 milioni è 71.300: questo è il numero degli stupri commessi da rumeni (regolari e non regolari). Altro che “una decina di stupratori”.

Fate un po’ voi, ma per me i WM qui hanno preso una cantonata. Cioè, non saper leggere quei dati statistici è una cantonata enorme che distorce tutto.
Poi, magari, i WM rimangono della loro idea...
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#27    12 Novembre 2007 - 01:50
 
Con qualche variante, il commento qui sopra dove si contestano i miei calcoli è apparso anche su Lipperatura, riporto la risposta che ho dato là.

---

Ringrazio Andrea per la correzione, la mia è stata certamente una svista, ma ti faccio notare che sulla questione stupri hai preso una cantonata molto più grossa della mia. secondo i dati che citi 71.000 rumeni avrebbero a proprio carico una denuncia per stupro, e questo riguarderebbe solo le denunce del 2006! Cioè quasi un quinto della popolazione rumena ha commesso stupri nel 2006. E chissà se estendessimo l'indagine al 2005, al 2004... Possibile? Ovviamente no. E infatti Andrea calcola il 6,2% di arrestati rumeni su un totale maestosamente erroneo, perché 1.150.000 NON è il numero dei denunciati per stupro del 2006 (equivarrebbe a un denunciato per stupro ogni quaranta abitanti, non scherziamo, siamo messi male ma non *così* male!), bensì il risultato di un'indagine statistica sulle donne che nel 2006 hanno subito violenza di qualunque genere, compresi "spingere, strattonare, afferrare, storcere un braccio o tirare i capelli" (pag. 134 del rapporto 2006). Invece gli arrestati per violenza sessuale (stupri, tentati stupri, molestie) sono stati 9772 (di cui 3727 stranieri), che sono comunque tantissimi ma non la cifra sesquipedalmente irrealistica su cui ti sei basato tu. Ammetterai che tra un-milione-e-rotti e novemila-e-rotti c'è una bella differenza, la stessa differenza che c'è tra oltre "settantunmila stupratori" e circa seicento (che, se non sbaglio, è il 6,2% di 9772) arrestati o denunciati per tipologie di reato che vanno dallo stupro a più generiche molestie. Insomma, i miei dati erano molto imprecisi e me ne scuso, ma i tuoi erano proprio squinternati, e anche sbandierati in modo irresponsabile. Dire che nel solo 2006 un rumeno su cinque ha commesso uno stupro è affermazione di una pericolosità inimmaginabile, soprattutto in questi giorni, rendiamocene conto.
Per quel che riguarda gli omicidi, per vie diverse non siamo arrivati a una conclusione molto diversa dalla mia. Con 4 rumeni su 100.000 sono arrestati per omicidio, se i numeri fossero quelli dell'ISTAT si tratterebbe di 13,68 arrestati per omicidio. Io avevo detto una decina. Meno di quattro persone in più fanno davvero una gravissima emergenza? Quattordici rumeni arrestati per omicidio in un paese con sessanta milioni di abitanti? Un omicidio commesso da un rumeno ogni quattro milioni e trecentottantacinquemila persone? E' più o meno come dire un omicidio commesso da un rumeno nel territorio di Veneto + Trentino-Alto Adige.

WM1
utente anonimo

#28    12 Novembre 2007 - 02:58
 
Correggetemi se sbaglio, ma in base ai calcoli fatti sopra, si evince che nell'anno 2006 A.D. lo 0,000001% degli esseri umani abitanti la penisola italiana è stato (presuntamente, dato che parliamo di arresti/denunce, non di condanne) ucciso da un rumeno.

Su 100 donne che nel 2006 hanno denunciato una violenza sessuale di qualunque gradazione, 94 hanno additato come responsabile un non-rumeno. Di questi 94 accusati, 60 erano italiani.

Di che cazzo stiamo parlando?

WM1
utente anonimo

#29    12 Novembre 2007 - 12:56
 
giba:
>" entri se hai già un lavoro oppure sono preferenziate badanti, metalmeccanici o certe categorie di cui il paese ha bisogno."<

Significa tutto e niente... quali sono queste categorie? Muratori? Tassisti? Spazzini? Si fa presto a dire che possono entrare solo certe categorie quando queste non sono tutte elencate o possono essere lasciate alla discrezione di qualche autorita'.

>"Dice che, quando gli immigrati comunitari diventano un “carico irragionevole” per il sistema sociale di uno Stato, questi dovrebbero o lavorare o avere le risorse sufficienti o un’assicurazione sanitaria."<

Se non lavorano e vengono mantenuti dai familiari (quindi hanno risorse sufficienti) che succede?

> Gli Stati membri possono anche “restringere la libertà di circolazione e di soggiorno di un cittadino dell’Unione” per delle ragioni “di ordine pubblico, di sicurezza pubblica o di salute pubblica”.<

Come avevo gia' detto questo non puo' prevenire i crimini; dimostrare che i rumeni creino problemi di ordine pubblico poi... e' tutto da dimostrare.

>In base a ciò in Francia è stata diffusa una circolare ai prefetti con le modalità d’ammissione e, in caso, di allontamento dei nuovi cittadini europei. <

Ripeto, questo puo' significare la qualsiasi cosa: un muratore rumeno puo' essere ammesso?

>Londra ha invece deciso di accogliere ogni anno, fino a nuove decisioni, di accogliere solo 20 mila lavoratori rumeni e/o bulgari per il settore agricolo e per un soggiorno massimo di sei mesi. <

E questo non previene la criminalita'.
"per il settore agricolo" che significa, ne prendono 20 mila SOLO per quel settore (e possono essercene migliaia in altri) oppure in Inghilterra servono solo contadini?

Giba, tutte le leggi sono da interpretare; e con quella legge, a meno che non si vieta l'ingresso a tutti ai cittadini di una certa nazione, il rumeno puo' trovare un modo di entrare.
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#30    12 Novembre 2007 - 15:00
 
@WM – Grazie per la precisazione.
Comunque:
-c’è una differenza tra 600 e qualche decina (così come pure tra i seicento e il settantun mila e passa che avevo calcolato, mea culpa).
-se non mi pare, in questi casi bisognerebbe guardare alla proporzione

rumeni in It : popolazione in It = omicidi fatti da rumeni : omicidi fatti in It

E qui c’è una disproporzione.
Rumeni in Italia= meno dell’1% della popolazione totale
Omicidi commessi da Rumeni= 5,3% sul totale di denunciati per omicidio

Sul secondo commento: essendo in Italia si presume che i casini siano fatti al 100% da italiani. Ma quando a quelli fatti da italiani si aggiungono reati fatti da altri, sorgono i dubbi.
Ora, a me sembra normale che in una società ci siano crimini. Però, guardando cinicamente a certi numeri, percentuali e proporzioni, questi dubbi vengono alimentati.
Mettendola ancora così, brutalmente, degli individui di una comunità che costituisce meno dell’1% della popolazione sono denunciati per il 5,3% degli omicidi.
Sarò cinico? Sbaglierò ancora qualcosa nell’analisi? ci si nasconde un fenomeno sociale secondo il quale la popolazione è spinta a denunciare per omicidio un rumeno?

@Speedwagon
a_saranno le categorie di lavoratori stabilite dalle autorità francesi, che siano muratori, tassisti, spazzini, badanti etc lo decidono loro (così come per tutto il secolo hanno richiesto a Algeria e Marocco muratori e metalmeccanici per l’industria dell’acciaio)

b_“Se non lavorano e vengono mantenuti dai familiari (quindi hanno risorse sufficienti) che succede?”
-Se hanno i soldi per vivere autonomamente, senza carichi eccessivi per lo Stato, sono accolti. Ciò significa che se i genitori gli fanno un bonifico mensile va bene-

c_“Come avevo gia' detto questo non puo' prevenire i crimini; dimostrare che i rumeni creino problemi di ordine pubblico poi... e' tutto da dimostrare.”
-Secondo la legge europea è così. A quanto pare, secondo le istituzioni europee (ma non credo che siano solo loro), l’afflusso di immigrati va ad aumentare dei problemi sociali. Se non ti sembra evidente spiegaglielo tu-

d_“Ripeto, questo puo' significare la qualsiasi cosa: un muratore rumeno puo' essere ammesso?”
-Chiedilo ai prefetti francesi. Purtroppo non dispongo una copia di questo documento-

e_>Londra ha invece deciso di accogliere ogni anno, fino a nuove decisioni, di accogliere solo 20 mila lavoratori rumeni e/o bulgari per il settore agricolo e per un soggiorno massimo di sei mesi. <

Innanzitutto qui hai la dimostrazione di quanto chiedi sopra. Questa è una categoria di persone ammesse. Come vedi non “significa tutto e niente”. Per il settore agricolo significa persone che lavorano nel ramo dell’agricoltura (coltivazione di ortaggi, frutta e verdura, raccolta, semina, aratura e via dicendo). Se lavorassero con gli animali sarebbe allevamento, e se lavorassero nella trasformazione dei prodotti agricoli in cibo sarebbe “settore alimentare”. La cosa è chiara.

Speedwagon, sì, “tutte le leggi sono da interpretare”, ma ci sono dei limiti all’interpretazione che si chiamano “fattispecie”, “giurisprudenza” oppure i famosi “cavilli”. Cose rendono più precise la legge e più facile l’interpretazione a chi deve applicarle.
Come dici tu, il rumeno può trovare il modo di entrare, ed è giusto. Ed entra in una maniera regolare, che gli permette di vivere più o meno dignitosamente, con un lavoro o con delle condizioni economiche sufficienti.
E non entrano in massa come in Italia. Solo nel periodo tra 2005 e 2006 (cioè prima dell’apertura delle frontiere) si è passati da 178 mila a 342 mila individui, quasi il doppio.
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#31    12 Novembre 2007 - 15:42
 
“Degli individui di una comunità che costituisce meno dell’1% della popolazione sono denunciati per il 5,3% degli omicidi.”

Non c’è nulla di clamoroso in questa percentuale, niente che possa far gridare all’emergenza.
Se una parte consistente di una comunità sta in fondo alla scala sociale, spesso ridotta a vivere in baracche a causa dell’inerzia delle istituzioni e del sospetto dei padroni di casa, e se intorno a questa comunità cresce ostilità che esclude anziché integrare, è ovvio che si creino dinamiche criminogene e che alcuni delinquenti se ne approfittino. Ribadisco, stiamo parlando di un numero complessivo di omicidi davvero molto basso, uno ogni tot milioni di abitanti.
Tra l’altro stiamo parlando di un reato in drastico calo da anni. L’unica parte del paese dove gli omicidi, anziché diminuire, sono aumentati nel periodo 2003-2006 è la Campania. E sono quasi tutti omicidi commessi da autoctoni, non da migranti.

WM1
utente anonimo

#32    12 Novembre 2007 - 16:30
 
giba:
a) Non hai capito: il problema e' che, permettendo di inserire categorie "quando c'e' bisogno", si puo' fare entrare tutti. E cmq non puoi impedire ad una persona di stare per poche settimane a farsi le vacanze: questa entra e non esce piu'.

b) Non ci vuole molto a far gruppo e a dimostrare che il mio amico Caio e' in grado di mantenermi per un mese, il tempo che io possa trovare lavoro. O nascondarmi presso la mafia.

c) L'immigrazione dai paesi poveri aumenta sempre la criminalita', ma che questa possa creare problematiche all'ordine pubblico e' da vedere: il fatto che la legge produca effetti sull'ordinamento non significa che trovi applicazione.

d) vorrei sapere su quali fonti si basa questo tuo discorso, da studioso di giurisprudenza mi interessa.

e) ed e' una legge fascista. Non capisco come si possa impedire a qualcuno di stabilirsi in un paese comunitario per lavorare in base alla nazionalita'.

Brevemente su altre questioni:
- il problema della giurisprudenza e' proprio la sua spesso complessa interpretazione: la corte di cassazione esiste (anche) per omologare le pronuncie. Basta leggere le sentenze di rinvio in appelle appello per vedere come una stessa legge venga interpretata in modo diverso da ciascun organo. In questo senso sarebbe interessante vedere come l'idea di "ordine pubblico" venga recepita dagli organi giudicanti. Potrebbero ritenere che la situazione attuale dei rumeni non crei disordine e quindi non applicare quella direttiva UE, ad esempio.
- dici tu stesso come prima dell'apertura della frontiere la cifra sia raddoppiata: evidentemente non c'e' norma che tenga. Se oggi vengono da noi e non in UK e' perche' siamo piu' vicini e non ci sono limitazioni all'entrata; se le frontiere venissero chiuse gli immigrati si riverserebbero nei paesi piu' vicini, Germania e Italia.
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#33    12 Novembre 2007 - 19:54
 
@WM1- Nel rapporto si dice anche che la criminalità rumena è in aumento.
Ma dice anche: "La malavita rumena si sta consolidando in modo sempre più preoccupante e verosimilmente tenderà via via ad inserirsi sempre più incisivamente nello scenario criminale nazionale. Ciò, anche in relazione al connesso intenso flusso migratorio degli ultimi tempi, che ha contribuito ad alimentare sacche di marginalità, le quali rappresentano il primo passo verso il coinvolgimento in attività delittuose".

Capitolo sulla "criminalità rumena" del rapporto dell'Interno.

@SW - Scusa SW, ma non stare a prendere filo e segno le parole che scrivo. è chiaro che io scrivo "quando ce n'è bisogno", ma dietro c'è una legislazione, c'è un'autorità e ci sono dei controlli.
Se entri per delle vacanze in Francia con un permesso di soggiorno per le vacanze e ti becca la polizia ti rispediscono a casa. Se arrivi clandestinamente in Spagna ti rispediscono al tuo paese il giorno seguente. In Italia ti danno il foglio di via e tu resti.

b)la dimostrazione dei mezzi di sostentamento, a mia conoscenza, avviene così: la banca dei tuoi genitori deve certificare con un'attestazione ufficiale che i tuoi genitori di fanno un bonifico mensile che non sia inferiore a tot (in Francia minimo 400 euro). Il bonifico non può essere introdotto da un momento all'altro.

c_Non capisco bene quello che hai scritto.
d_la fonte di cosa?
>In base a ciò in Francia è stata diffusa una circolare ai prefetti con le modalità d’ammissione e, in caso, di allontamento dei nuovi cittadini europei. <
Tu: Ripeto, questo puo' significare la qualsiasi cosa: un muratore rumeno puo' essere ammesso?
Io: Chiedilo ai prefetti francesi. Purtroppo non dispongo una copia di questo documento.

Se intendi questo discorso, la fonte è Le Monde.

e_Tu la definisci legge fascista, io la chiamo autoritaria. Capisci che non è basata sulla nazionalità né ristretta ai rumeni, ma si applica a tutti gli immigrati comunitari che compiono reati?

Quello che intendevo alla fine è: il numero è raddoppiato nel periodo 2005-06, immagina con l'apertura delle frontiere. (se vengono da noi poi ci sono anche altre motivazioni: la lingua è più simile, per esempio. Oppure vedono l'Italia come uno stato in cui si passa facilmente impuniti -vd dichiarazioni del segretario del partito rumeno in Italia).

@scott - Quando reputi che stiamo andando troppo oltre facci un segno...
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#34    12 Novembre 2007 - 20:06
 
MODE NERD a la mode de Grillò ON:

OH, minkia, sul tuo blogghe ci scrive pure vuminguan!!!

MODE NERD a la mode de Grillò OFF

Quando uno è blogghestarre, che ci vuoi fare, si vede...

^_____^

WM1: Oh, ci si becca sui rumeni, ultimamente!!
^__^
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#35    12 Novembre 2007 - 21:41
 
Qui c'è un problema di esegesi (= di interpretazione), e ancor prima di mancata comprensione della natura di un testo. Il "Rapporto Criminalità" è utilissimo per i dati che contiene, punto, grazie e arrivederci. Il resto è interessante solo ai fini di una critica del testo. Il discorso che circonda i dati va sempre letto in modo da separare il grano dal loglio. Considerazioni - almeno apparentemente - "neutre" si alternano ad argomentazioni e contestualizzazioni pro domo delle forze di polizia (che devono battere cassa) e della committenza (in questo caso il Ministero, per le sue operazioni di immagine *e anche* per battere cassa). Tutto ciò ad uso soprattutto dei cronisti. Questi ultimi hanno bisogno dei cappelli introduttivi, dei riassuntini, di essere "indirizzati" nella lettura dei dati, in modo da estrapolare subito la "tendenza" da spiattellare negli articoli, tendenza ulteriormente semplificata nei titoli e nei catenacci. E' sempre meglio leggere *prima* i dati e dopo, semmai, le argomentazioni e spiegazioni. Questo sul piano generale. Nel caso specifico del brano che hai riportato, se leggi bene dice che sono le "sacche di marginalità" il "primo passo verso il coinvolgimento in attività delittuose". Il problema è la marginalità in cui queste persone vengono tenute, non in una loro maggiore propensione a delinquere.

WM1
utente anonimo

#36    12 Novembre 2007 - 22:21
 
giba.

c) il fatto che esista una direttiva comunitaria che comporti l'espatrio per problemi di ordine pubblico non significa che ad ogni crimine l'immigrato viene mandato a casa. La legge c'e', e' efficace, ma per poter essere applicata necessita che ci sia disordine. Il concetto di "ordine pubblico" non e' cosi' pacifico in giurisprudenza, ogni giudice potrebbe pensarla diversamente. L'omicidio di Roma non mi pare abbia minato l'ordine pubblico; semmai sono state le reazioni violente degli italianissimi a farlo.

d) la fonte di quanto accade in Francia e in Inghilterra.

e) Che compiono reati? Quindi dopo il processo? In ogni caso i criminali vanno in prigione, qualunque sia la nazionalita', il problema non si pone. Lo diceva anche la Bonino che basta applicare le leggi in vigore. Il motivo per cui imo quella legge e' fascista e' che li possa cacciare senza che abbiano fatto niente, in virtu' della nazionalita', anche qualora non sussistano problemi di ordine pubblico.
Ripeto che l'immigrato delinquente finisce in prigione, se ha commesso un reato per il quale e' previsto la reclusione.

E poi, se tanto vogliono entrare in modo illegale, perche' sprecare tempo e soldi in legge inutile? Tanto vale rinforzare la magistratura e forze dell'ordine per accelerare e rendere piu' efficienti le indagini.
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#37    12 Novembre 2007 - 23:48
 
@WM1-Posso garantire che prima di leggere ho guardato per bene i dati. Per il resto, nulla da aggiungere o ribattere.

@SW
c) Mi pare il caso di metterci una pietra sopra perché sennò ripartirei da capo con i dati scritti sopra.

d) Come scritto sopra, la fonte è Le Monde, un articolo della scorsa settimana.

e)"Il motivo per cui imo quella legge e' fascista e' che li possa cacciare senza che abbiano fatto niente, in virtu' della nazionalita', anche qualora non sussistano problemi di ordine pubblico". Non mi pare che tra i primi espulsi ci fossero delle persone innocenti.

Sono d'accordo sullo spreco di tempo, ma di soldi non mi pare se ne "sprechino" tanti, visto che le forze dell'ordine lamentano la mancanza della benzina. E se mancano soldi per la benzina, non credo sia neanche pensabile un aumento del personale o quant'altro.
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