Jesus is not a weapon
Nipresa random





martedì, 20 maggio 2008

Di calcio, si sa, me ne frega poco o niente. Sono genoano, ma non praticante.
Però mi fa sorridere leggere che Mancini, dopo lo scudetto, per sciogliere un voto alla Madonna degli Sportivi (sic), ha inforcato la bici per scalare la Futa.
E' proprio vero che non si smette mai, di essere ciclisti.

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Pino Scotto vs. Tokio Hotel ('Ai miei tempi...' inside)
domenica, 18 maggio 2008

C'era una volta Pino Scotto, cantante dei Vanadium, il primo gruppo hard rock italiano a riscuotere un certo successo anche fuori dai confini del Regno.
Poi gli anni passano, le cose vanno un po' così così, le band si sciolgono e Pino diventa un culto trash su youtube, grazie agli spezzoni di una trasmissione che conduce su un canale satellitare, nella quale risponde alle domande degli spettatori, sostanzialmente, mandando affanculo a destra e manca.
Un giorno Pino esprime la sua opinione sui Tokio Hotel.



Qualche tempo dopo, su youtube scatta l'infuriata replica di due giovani fan del quartetto crucco, autentico capolavoro di involontario umorismo:



Potrebbe finire qui. E invece no. Perché iniziano a fioccare pure le risposte alla risposta.
Ci sono le bimbominkia al contrario:



C'è pure Skeletor  (che purtroppo non è embeddabile, ma merita tantissimo).

E quella che, con genovese pacatezza, fa un culo così alle due cretine:



Naturalmente, questa non è che la punta dell'iceberg. Youtube trabocca di video sull'argomento, che offrono un divertente (inquietante) spaccato sulla forza che possono avere le passioni e gli odi musicali nell'adolescenza. Ringrazio solo il cielo che quando, ai miei tempi, ero io a essere così scemo (certe sbroccate sui Take That, sapeste...) non avevo mezzi per immortalare la mia idiozia e renderla "cliccabile". Web 0.0 batte web 2.0.

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E' la stampa, bellezza.
venerdì, 16 maggio 2008

* La tempesta di merda che ha investito Marco Travaglio dopo avere ricordato in televisione alcune frequentazioni un po', diciamo, equivoche del nuovo presidente del senato Schifani (nomen omen), frequentazioni già esposte in libri e articoli da altri risponde esattamente alle stesse logiche che hanno portato alle minacce di morte a Roberto Saviano. In entrambi i casi, notizie già di pubblico dominio ma con diffusione limitata sono state divulgate a un pubblico assai più ampio, che mai sarebbe andato a cercarle sui rapporti dell'Antimafia, sugli arretrati dei giornali o su libri che non vendono una milionata buona di copie.
Potrebbe sembrare molto inquietante, in realtà è "solamente" un segno, l'ennesimo, del fatto che la mafia in tutte le sue forme si muove con logiche che sono le stesse di qualunque altr gruppo di potere. Cambiano le manifestazioni superficiali, ma le strutture profonde no.

* La querelle tra Travaglio e D'Avanzo è potenzialmente molto più interessante della lite condominiale nella quale si è trasformata.
A me Travaglio piace. Mi piace il suo senso dell'umorismo, apprezzo il lavoro che fa con l'archivio e la sua scrittura. Ovviamente immagino che di tanto in tanto sbagli. Lo sa anche lui: quando nel 2001 venne intervistato da Luttazzi si presentò raccontando che aveva perso una causa con Previti e gli devolveva, in pratica, metà stipendio. E d'altra parte, può sembrare che Travaglio salti molto, troppo spesso, alle conclusioni e che spacci in "verità" quelle che, secondo D'Avanzo, sono "ipotesi di lavoro".
A mio modesto parere, Travaglio e D'Avanzo hanno due visioni diverse del giornalismo, credo entrambe più che legittime.
Di D'Avanzo ricordo, in coppia con Bonini, alcuni utili articoli sul G8 genovese. Erano inchieste che arrivavano a bocce ferme e cercavano di ricostruire nel modo più fedele possibile un avvenimento. Paradossalmente, sembravano inchieste della magistratura, distribuivano colpe, attribuivano responsabilità e via dicendo. Giornalismo investigativo, si dice.
Travaglio fa un altro lavoro. Non "scopre" notizie. Le diffonde. Se qualcuno avesse la pazienza di spulciarsi atti giudiziari e motivazioni di sentenze, oltre che una buona emeroteca, potrebbe scrivere un libro "alla Travaglio".
Dove secondo me Travaglio sbaglia è quando fa intendere che dai "fatti" (virgolette in omaggio al dubbio cartesiano che non fa mai male) discenda automaticamente una sola conclusione, che nel suo caso è spesso quella più giustizialista.
Le frequentazioni di Schifani non implicano automaticamente che lui sia mafioso. Il "metodo Travaglio" non distrugge automaticamente la reputazione, come sostiene D'Avanzo. Semplicemente, vede il giornalista come qualcuno il cui compito è quello di mettere a disposizione dell'opinione pubblica delle conoscenze he sono state acquisite in un altro ambito (quello giuridico). Spetta poi all'opinione pubblica dare i giudizi, stabilire se quelle informazioni sono state ritenute pertinenti o no.
Tutto questo in paesi normali dove esiste un'opinione pubblica e non un "pubblico a casa", ovviamente.
Dall'altra parte, Travaglio sbaglia quando si incazza per l'esercizio di applicazione del suo metodo che fa D'Avanzo. Sarebbe bastata la lettera di risposta, lasciando perdere il triste codazzo della querela. C'è anche da dire che visto che sulla discussione, che avrebbe avuto la sua ideale sede in riviste come Problemi dell'informazione e non sulle pagine del giornale precedentemente noto come Repubblica, sono calati come avvoltoi figurini come Facci e Feltri, buttando tutto in caciara ed esasperando i toni al punto che la querela è forse l'unico modo per mostrare di non avere nulla da nascondere.

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Neighborhood Troopers
venerdì, 16 maggio 2008

L'idea del ministro della difesa Ignazio La Russa dei "pattuglioni misti" di Forze dell'Ordine è una delle più fantasiose proposte in termini di ordine pubblico da... boh, dal breve periodo in cui Saruman ha governato la Contea.
Una pattuglia composta da: poliziotto, vigile urbano, carabiniere, finanziere e, ciligina sulla torta, un militare. Verrebbe da dire (a parte che non si capisce perché manchi la polizia provinciale, nel gruppo di Eroi) che i militari che fanno servizio di ordine pubblico sono una cosa da giunta militare, solo che in Italia li abbiamo già, i militari che fanno ordine pubblico, cioè i Carabinieri. E pure la GdF è un'arma dell'esercito. Mmm.

Intanto, ieri sera, in un'infuocata puntata di Annozero va in onda un'intervista a una signora reggiana che si lamenta degli immigrati del quartiere. "Ma rubano, signora?" chiede l'intervistatore. "Ah no, guardi, qui non è mai sparito nemmeno un portafoglio. Però sono tanti" è la risposta. A casa mia si chiama razzismo, questo, e ha una connotazione negativa. Ma temo che nei prossimi mesi sempre più persone si mostreranno fieramente razziste. Il sindaco di Verona Tosi, da troglodita qual è, in studio sembrava quasi bullarsi del fatto che è sotto processo per istigazione all'odio razziale ("Gaston, sei un troglodita!" "Oh, grazie!" ).
Un sempre più ebete Castelli (già ministro della giustizia) spiegava adamantino che non c'è nulla da fare: gli immigrati irregolari se ne devono andare. Anche se già lavorano (in nero). Se ne vanno, poi se vogliono i loro datori di lavoro fanno domanda per riaverli indietro in regola. Non sarebbe più semplice fare una sanatoria e, contestualmente, assicurarsi che vengano messi in regola, nell'interesse di tutti? Pare di no. Così imparano a essere negri.
Ma per fortuna abbiamo l'opposizione. Per fortuna, la più grande forza riformista mai approdata in Parlamento nel nostro Paese... non dice una parola sulla questione. Veltroni pare lo sfigato della scuola che fa di tutto per ingraziarsi il bullo e non essere menato di nuovo. Sappiamo tutti come finirà: un altro paio di occhiali rotti e quel senso di essersi resi ridicoli che fa ancora più male delle botte.

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Perché non parli?
giovedì, 15 maggio 2008

Mi stupisce molto, il silenzio di Beppe Grillo sulle gesta dei difensori dei Sacri Confini della Patria in azione a Napoli.
Finalmente manipoli di eroi imbracciano la Sacra Molotov della Patria e danno il via alla Riconquista della Patria e lui non dice niente?
D'accordo, basta quello che hanno detto Bossi e Alemanno ("Bene, bravi, bis", se posso fare un virgolettato in puro stile Repubblica), però ero curioso di sapere che cosa ne pensa il Guy Fawkes di Sant'Ilario, visto che lanciò quella gustosa sparata in tempi non sospetti...

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